di redazionedi redazione17 febbraio 20195min14410

Sesso orale e tumore: rischiano di più gli uomini

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Sesso orale e #tumore, chi rischia di più tra uomini e donne? Potrebbe sembrare strano, ma il pericolo è maggiore per gli uomini  che hanno avuto rapporti con 5 o più partner.

Sesso orale e tumore, chi rischia di più tra uomini e donne? Potrebbe sembrare strano, ma il pericolo è maggiore per gli uomini  che hanno avuto rapporti con 5 o più partner. Uno studio su un campione di oltre 13mila persone ha rilevato il pericolo di cancro causato dal Papillomavirus.


Indice degli articoli nella pagina

  • Pap test addio, per il papilloma virus arriva un nuovo esame
  • Papilloma virus, come si contagia e quali sono i sintomi

 

Ormai è noto che il #Papillomavirus o #Hpv, che si trasmette durante i rapporti sessuali, può causare tumori sia della cervice uterina che della bocca. Ora però una ricerca americana è andata oltre: il pericolo di cancro è maggiore per i maschi che hanno avuto cinque o più partner con le quali hanno avuto sesso orale.

Gli studiosi americani hanno stimato che entro il 2020 le #neoplasie del cavo orale causate dall’Hpv (dall’inglese Human Papilloma Virus) saranno più numerose di quelle dell’utero.

Il virus viene trasmesso alla bocca e alla gola attraverso il sesso orale e, secondo le statistiche più recenti, è responsabile di circa il 70 per cento dei nuovi casi diagnosticati ogni anno di cancro orofaringeo, che si sviluppa nel retro della gola, alla base della lingua o nelle tonsille.

I dati dei Centers for Disease Control and Prevention americani riportano che  ogni anno negli Stati Uniti ci sono 12mila nuove diagnosi di neoplasie correlate all’Hpv e oltre l’80 per cento riguarda i maschi

In Italia registrati 6.500 casi

Sesso orale e tumori | Pxhere

In Italia si stima che ogni anno il Papillomavirus colpisce 6.500 soggetti in entrambi i sessi. Si tratta di circa 12mila lesioni anogenitali di alto grado nella donna e circa 80mila casi di condilomi genitali. Malattie che potrebbero essere debellate grazie alla vaccinazione dal 2007 offerta gratuitamente nel nostro Paese ma sfruttata solo per il 70 per cento degli aventi diritto.

Lo studio statunitense

Gli scienziati della John Hopkins hanno analizzato i dati di oltre 13mila persone di età compresa tra i 20 e i 69 anni. L’evidenza: il virus era presente in circa l’1% delle donne (dai 20 ai 69 anni) e nel 6%  degli uomini; con maggiore incidenza nei maschi fra i 50 e i 59 anni,  in un campione di 8 soggetti su 100 in cui era presente il #virus.

 


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