psoriasi
di redazionedi redazione2 novembre 20186min20320

Il nuovo farmaco per chi soffre di psoriasi | AZstarbene

Finalmente una nuova cura per forme lievi e più gravi

Il  nuovo farmaco per chi soffre di psoriasi a placche si chiama Ixekizumab ed è stato testato con successo su oltre tremila persone.

Nuovo farmaco contro la psoriasi efficace in tre mesi

Sono molti i pazienti che attendono nuove cure per la psoriasi. Ma i risultati ottenuti nella sperimentazione dell’Ixekizumab contro le forme moderate e gravi di psoriasi a placche offrono una speranza ai quasi due milioni di italiani che ne soffrono. Il farmaco non è ancora disponibile, nel nostro Paese.

Complessa, invalidante, con lesioni che interferiscono sulla vita personale e sociale: la psoriasi è una malattia infiammatoria cronica e recidivante della pelle che impatta sulla qualità di vita. Ma le ricadute non sono soltanto estetiche: il perdurare dello stato infiammatorio può contribuire all’insorgenza di malattie cardiovascolari, diabete, depressione e artrite psoriasica.


Farmaco efficace, cura in soli tre mesi

La prossima arma a disposizione di questi pazienti potrebbe essere rappresentata dall’ixekizumab, un anticorpo monoclonale già disponibile sul mercato statunitense e appena approvato dall’European Medical Agency (Ema).

Ad avvicinare la sua messa in commercio – per trovarlo in Italia sarà necessario che si completi la contrattazione sul prezzo e sull’eventuale rimborsabilità tra l’azienda produttrice e l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) – sono i risultati di tre studi di fase 3, pubblicati sul New England Journal of Medicine e discussi i nquesti giorni a Parigi, dove è in corso la quinta edizione del «Psoriasis Internazional Network».

Le conclusioni delle ricerche sono andate oltre le aspettative. L’ottanta per cento dei pazienti arruolati – 3.736 da oltre cento centri in ventuno Paesi – con una psoriasi a placche di forma moderata o grave e trattati con ixekizumab (due iniezioni mensili) ha infatti osservato un’evidente regressione della malattia in appena dodici settimane di trattamento. In seguito, il farmaco è stato somministrato ogni mese o ogni tre mesi.

I risultati hanno premiato la scelta di garantire la terapia di mantenimento più di frequente. I benefici, assenti nel gruppo di controllo trattati con un placebo, sono stati osservati fino a un anno e due mesi dopo la sospensione della terapia.


Nuova opportunità di cura per la psoriasi

«Si tratta di un risultato che fino a dieci anni fa sarebbe stato considerato impensabile – afferma Kenneth Gordon, docente di dermatologia alla Feinberg School of Medicine di Chicago e prima firma della pubblicazione -. Sulla base di questi risultati ci aspettiamo che otto pazienti su dieci avranno un tasso di risposta elevato all’ixekizumab e circa la metà di essi guariranno definitivamente dalla psoriasi».

All’orizzonte c’è dunque una nuova opportunità di cura per i pazienti psoriasici, rinfrancati dall’avvento dei farmaci biologici. L’ixekizumab – che fa parte della medesima categoria – ha un’azione diretta nei confronti dell’interleuchina 17A, una citochina pro-infiammatoria rilasciata dai linfociti T helper che svolge un ruolo chiave nei meccanismi di insorgenza della psoriasi. Il legame tra il farmaco e la proteina s’è rivelato in grado di inibire l’anomala risposta autoimmune che è alla base della psoriasi, malattia che si presenta con prurito, secchezza e rossore cutaneo. Nel caso della psoriasi a placche, a essere interessata è almeno il dieci per cento della superficie cutanea.

Fabio Di Todaro per la fondazioneveronesi.it
FONTI

#psoriasi #comesicuralapsoriasi #nuovofarmaco

#news   #ultimenews #patologie #medicina #salute

di redazione

di redazione


Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi richiesti sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.