di redazionedi redazione31 gennaio 20183min8830

Orgasmo: il primo esperimento al mondo con la Risonanza (fMRI). Le 2 scoperte

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Perché il piacere ha sulle donne un effetto analgesico

I risultati di uno studio americano condotto sul piacere femminile attraverso la risonanza magnetica funzionale (fMRI) sono particolarmente importanti perché non è semplice avere evidenze scientifiche sull’orgasmo. Occorre, infatti, trovare volontari disposti ad averne uno in un laboratorio, chiusi in una macchina per imaging cerebrale, ossia in un ambiente claustrofobico, freddo e rumoroso, in cui ogni minimo movimento della testa rischia di falsare i dati.

 Eppure, #Nan #Wise, la neuroscienziata della Rutgers University (nel New Jersey) è riuscita a reclutare 10 donne disposte a raggiungere l’orgasmo in una fMRI, , prima attraverso masturbazione e poi stimolate dal compagno, mentre la loro attività cerebrale veniva monitorata a intervalli di 20 secondi prima, durante e dopo l’apice del piacere. Uno speciale stabilizzatore per la testa ha permesso di raccogliere dati “puliti”, dunque affidabili.

 

L’esperimento ha portato a due scoperte importanti.

IL PIACERE COME ANTIDOLORIFICO

La prima è la spiegazione di un fatto noto da metà degli anni ’80, e cioè che durante l’orgasmo, le donne sembrano meno sensibili agli stimoli dolorosi – la loro abilità nel sopportare un pizzicotto al dito aumenta, in quei momenti, del 75%.
Il motivo è che nell’apice del piacere, il nucleo dorsale del rafe diventa molto attivo. Quest’area cerebrale è implicata nel rilascio di serotonina, un neurotrasmettitore che ha un effetto “dopante”.

La FINE DI UN TABU’

La seconda scoperta demolisce un altro luogo comune: al piacere non c’è limite d’età. Una delle volontarie coinvolte nell’esperimento aveva 74 anni.

 

La ricerca dunque inserisce due nuovi tasselli a un argomento di cui si sa davvero poco. Le nuove informazioni potrebbe servire nel trattamento di chi non riesce a raggiungere l’orgasmo o più in generale a provare piacere.

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