nobel medicina 2018
di redazionedi redazione2 ottobre 20183min1690

Nobel medicina, a James Allison e Tasuku Honjo per la terapia contro il tumore

I vincitori del prestigiosissimo premio sono un americano e un giapponese. Hanno scoperto come disarmare le cellule del cancro. I farmaci sono già a disposizione dei malati

Il Nobel per la Medicina 2018 è stato assegnato  all’americano James Allison e al giapponese Tasuku Honjo per le ricerche sull’immunoterapia dei tumori.

La scoperta rivoluzionaria

E’ stata scoperta per caso la strada che oggi si annuncia come una delle più promettenti nella lotta contro i tumori, ovvero l’immunoterapia, che si basa sulla capacità di strappare ai tumori l’arma più efficace che utilizzano per sfuggire al sistema immunitario. A James P. Allison e a Tasuku Honjo, vincitore del Nobel per la Medicina 2018.

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Le loro scoperte hanno posto le basi per le terapie anticancro che cercano di sfruttare l’aggressività del sistema immunitario contro le cellule malate. Allison è affiliato all’università del Texas, Honjo all’università di Kyoto. La loro scoperta riguarda due proteine (ciascuno dei due ne ha scoperta una), capace di “accendere l’interruttore” del sistema immunitario e di renderle attive nel combattere i tumori. “Un endorsement velocissimo per queste terapie” commenta Stefano Vella.

Il segretario dell’Accademia del Nobel: “Una scoperta che cambia la lotta ai tumori”

Thomas Perlmann

 

La motivazione del Nobel

I due studiosi, si legge nella motivazione ufficiale, “hanno capito che si può stimolare il sistema immunitario per attaccare le cellule tumorali, un meccanismo di terapia assolutamente nuovo nella lotta ad un tipo di malattia che uccide ogni anno milioni di persone e che costituisce una delle più gravi minacce alla salute dell’umanità”. Con questa strategia, prosegue Stoccolma “i vincitori del Nobel di quest’anno hanno scoperto un principio completamente innovativo”. L’immunoterapia è già usata nella lotta contro alcuni tumori, sia solidi che del sangue, da diversi anni, accanto alle altre terapie tradizionali, con risultati promettenti. Per Giorgio Minotti, preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia del Campus Biomedico di Roma, “questa scoperta riguarda la salute di moltissimi pazienti e ha un valore eccezionale. Il premio rappresenta un’investitura accelerata per il futuro di questa strategia. Visti i suoi costi, bisogna ora affrontare anche il problema della sostenibilità”. Oltre al prezzo, alcune ombre riguardano la mancata risposta da parte di alcuni pazienti. “Questo avviene senza che capiamo bene il perché. Abbiamo ancora molto da studiare su questo meccanismo” ha spiegato Minotti.

 

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