di redazionedi redazione23 novembre 20185min1290

Violenza sulle donne, nessuno è più aggressivo dell’uomo malsicuro della sua virilità | AZstarbene

Violenza sulle donne e femminicidi: i dati censiti per la prima volta dall'Istat.

Scrisse Simone de Beauvoir “Nessuno, di fronte alle donne, è più arrogante, aggressivo e sdegnoso dell’uomo malsicuro della propria virilità”.

Purtroppo femminicidioviolenza sulle donne sono temi di grande attualità. Ogni giorno sentiamostorie di donne maltrattate sia fisicamente che psicologicamente. Il tema della violenza sulle donne va quindi trattato e affrontato con una particolare cura e soprattutto è necessario sensibilizzare le persone su questo argomento, a partire dai più giovani.

Violenza sulle donne e femminicidi 2017: i dati Istat

Le donne che si sono rivolte ai Centri antiviolenza nel 2017 sono 49.152, di queste 29.227 hanno iniziato un percorso di uscita dalla violenza.  Il 26,9% delle donne che si rivolgono ai centri sono straniere e il 63,7% ha figli, minorenni in più del 70% dei casi. Sono i dati raccolti dall’Istat che per la prima volta ha svolto l’indagine sui servizi offerti dai Centri antiviolenza, in collaborazione con il Dipartimento per le Pari opportunità le regioni e il Consiglio nazionale della ricerca.

Da gennaio a ottobre sono state oltre 70 le donne uccise per mano di chi diceva di ‘amarle’. Da gennaio a fine luglio sono state 1.646 le italiane e 595 le straniere che hanno presentato denuncia per stupro. L’Istat stima che siano 1 milione 404mila le donne che hanno subito molestie fisiche o ricatti sessuali sul posto di lavoro da parte di un collega o del datore di lavoro.

Violenza sulle donne: episodi di sessismo un numero incalcolabile

Il quadro preoccupante tracciato dall’Osservatorio Pari Opportunità e Politiche di Genere dell’Auser |  Un numero   incalcolabili  gli episodi di sessismo: obbligare una donna a cambiare strada perché davanti a quel bar le dicono battute oscene, subire apprezzamenti spiacevoli sul proprio corpo o sull’abbigliamento, la scelta delle aziende di assumere più uomini che donne, il divario salariale tra uomo e donna, l’incessante prova delle donne per dimostrare la propria competenza e professionalità, il carico del lavoro di cura che pesa quasi completamente sulle donne, le immagini pubblicitarie che schiacciano le donne in ruoli culturalmente stereotipati.

 

Il punto di vista dei grandi pensatori

#William Shakespeare: Per tutte le violenze consumate su di Lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo: in piedi Signori, davanti a una Donna!

#Benedetto Croce: La violenza non è forza ma debolezza, né mai può essere creatrice di cosa alcuna, ma soltanto distruggerla.

#Èlie Wiesel: Ho giurato di non stare mai in silenzio, in qualunque luogo e in qualunque situazione in cui degli esseri umani siano costretti a subire sofferenze e umiliazioni. Dobbiamo sempre schierarci. La neutralità favorisce l’oppressore, mai la vittima. Il silenzio aiuta il carnefice, mai il torturato.

#Michela Marzano: Quanto più la donna cerca di affermarsi come uguale in dignità, valore e diritti all’uomo, tanto più l’uomo reagisce in modo violento. La paura di perdere anche solo alcune briciole di potere lo rende volgare, aggressivo e violento.

 

 


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