La vita di chi soffre di nevrosi ossessiva compulsiva. 4 segnali da non sottovalutare

di redazionedi redazione3 dicembre 20186min11780
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La vita di chi soffre di nevrosi ossessiva compulsiva (DOC). 4 segnali da non trascurare delle persone affette da questo disturbo
 
Pur manifestandosi in forme ed intensità diverse, il disturbo ossessivo compulsivo  è caratterizzato da pensieri ricorrenti e da rituali con cui si cerca di allontanare un’ossessione, come la necessità di avere ogni cosa sotto controllo o la paura dei germi, che costringe chi ne è affetto a lavarsi le mani anche 50 volte al giorno, fino a scorticarle.

I 4 segnali più comuni da non trascurare

Lavarsi le mani fino a scorticarsele

L’#ossessione deriva dalla ripetizione mentale di schemi  comportamenti in relazione ad alcuni stress come, un esame, un colloquio di lavoro, o un appuntamentocon qualcuno che ci attrae molto. E’ un modo per scaricare la tensione associata all’evento.  Ecco perché, chi soffre di disturbo ossessivo compulsivo, anche un semplice contatto con una maniglia di un bagno pubblico scatena  una serie di pensieri e comportamenti incontrollati.


Pulire ogni angolo della casa

Soffrire di #disturbo #ossessivo #compulsivo significa sentire la necessità di dover pulire casa a fondo non perché sia sporca, ma per evitare che qualcuno possa ammalarsi . «Il lavoro di pulizia può durare anche solo un’ora, ma ci si ossessiona su di essa per molto più tempo», dichiara Reid Wilson, docente di Psichiatria all’Università della North Carolina. «Ossessioni e #compulsioni presenti nel disturbo ossessivo compulsivo possono avere forme ed intensità diverse – spiega Cerveri – e, nel caso delle compulsioni legate alla pulizia e all’ordine, qualunque comportamento altrui che possa creare disordine o sporco genera nel soggetto malato rabbia e tensione che, a volte sfocia in comportamenti verbalmente aggressivi, che rendono il clima relazionale in famiglia decisamente difficile».

Accertarsi che porte e finestre siano ben chiuse

Controllare ripetutamente che  porte e finestre, forno, gas   siano chiusi , anche questi comportamenti sono associati dalla volontà di non sentirsi responsabili se accade un incidente, oltre al timore che qualcun altro possa farsi male.

Essere dei perfezionisti in modo esasperato

Quando il perfezionismo esasperato diventa una forma di DOC. Spiega Szymanski. «Quando è un sintomo di un disturbo ossessivo compulsivo, il perfezionismo cessa di essere un vantaggio dal punto di vista lavorativo ma diventa piuttosto un danno – aggiunge Cerveri – . Essendo infatti caratterizzato da comportamenti ripetuti e irrazionali volti alla ripetizione di procedure e algoritmi, e a controlli sempre più serrati di particolari irrilevanti, questo comportamento porta a un deciso calo della produttività, senza dimenticare che spesso viene richiesto in modo così rabbioso a colleghi e dipendenti da rendere l’ambiente lavorativo fortemente problematico».


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Avere pensieri violenti

Chi è affetto dal disturbo ossessivo compulsivo non si limita a cercare di risolvere  un pensiero indesiderato , ma lo deve analizzare in ogni minima sfaccettatura, tormentandosi per molti giorni.. «La presenza di pensieri insoliti e, a volte, sgradevoli è un’esperienza diffusa quando questi rimangono isolati – dice Cerveri -, ma alcuni soggetti sofferenti di DOC presentano ossessioni profondamente angoscianti rispetto a questi fenomeni, come per esempio madri che temono di poter fare del male al proprio figlio o donne che hanno paura di poter tradire il fidanzato. E questo pensiero innesca un dubbio che non svanisce, ma continua a crescere in termini di ansia e partecipazione emotiva, fino a portare il soggetto a una condizione di gravissima angoscia».

 

di redazione

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