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di redazionedi redazione15 ottobre 20184min3070

Il potere distruttivo delle parole | Scienze umane

Il potere distruttivo delle parole e della comunicazione.

Il linguaggio non è solo un insieme di parole associate a significati che ereditiamo e che impariamo da un punto di vista sociale e culturale. In realtà, il linguaggio è, prima di tutto, un modo di comunicare e di trasmettere emozioni. Anche il tono di voce e le espressioni del viso hanno sempre molto da dire.

In alcune circostanze, ci sono parole che possono ferirci nel profondo, perché toccano le nostre emozioni e ci si ritrova feriti all’improvviso. E quando questo capita si cerca anche di  nasconderlo, ma è quasi sempre un’impresa ardua, che prima o poi è destinata a crollare perché l’impatto che il linguaggio ha è sorprendentemente duraturo. Un bambino difficilmente dimenticherà una parola cattiva, così come  nessuno può cancellare dalla mente un’aggressione verbale che arriva dal proprio partner o da un amico.

La teoria della “Disconferma” e il potere distruttivo della comunicazione

Paul Watzlawick, celebre psicologo austriaco esperto di comunicazione e linguaggio, formulò una teoria, che chiamò “la disconferma”, e che riflette il potere distruttivo delle parole contenute nella comunicazione umana e i modi più comuni in cui queste feriscono, causando dispiaceri e dolori, fino alla malattia.

La svalutazione 

In questo tipo di comunicazione si fa uso di un determinato tipo di parole che hanno lo scopo principale di sminuire il valore dell’altra persona. Si toglie importanza a tutto quello che l’altro dice o fa, utilizzando un linguaggio che scredita la persona e la sua essenza. È una comunicazione molto distruttiva.

La squalificazione

L’obiettivo  non è più quello di svalutare l’altro, ma quello di “invalidare” qualsiasi cosa dica o faccia. È uno step in più rispetto alla svalutazione. In questo tipo di linguaggio, arrivano parole come “non servi a niente”, “sei la persona più inutile del mondo”, “non sei all’altezza di nessuno”.

La disconferma

E’ il livello in cui si arriva ad annullare del tutto una persona. Se nelle comunicazioni precedenti lo scopo era quello di sottrarre valore attraverso l’umiliazione, in questa fase si arriva a ignorare del tutto qualcuno. Non importa se il bambino, un amico, un partner ha fatto una cosa giusta o sbagliata, semplicemente viene ignorato, come se non esistesse.

di redazione

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