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Una realtà che sconvolge, fatta di  povertà e miseria. E’ la cruda vita nei bordelli del Bangladesh, dove le prostitute sono costrette a far vivere le proprie figlie, costringendole a prendere le pillole che si danno alle mucche per ingrassare velocemente e piacere di più ai clienti, per dare “conforto” ai turisti, ai marinai, agli scaricatori di porto.
Perché cow-pills

Come dicevamo, alle prostitute viene somministrato l’Oradexon, un farmaco che viene dato alle mucche per far sì che raggiungano il giusto peso e le giuste dimensioni fisiche.Per questo, viene chiamato cow pill , ovvero la pillola delle vacche. Questo perché in Bangladesh l’ideale di bellezza corrisponde  a una donna in carne, robusta.

Hashi, una ragazza diciassettenne all’epoca del reportage del Corriere, diventata  prostituta ad appena dieci  anni ad Kandapara, città a nord-est di Dacca, parla dell’Oraxedon in termini entusiastici: “Tu non lo puoi immaginare, ma c’è una grande differenza fra il mio aspetto attuale e quello della bambina gracile e denutrita dell’infanzia. Ora godo di un’ottima salute e sono in grado di intrattenere e soddisfare ogni giorno un bel numero di clienti, talvolta fino a quindici“.

Secondo i dati forniti da ActionAid, sottolinea il reportage, addirittura il 90% delle prostitute del Paese ricorre costantemente all’Oradexon fra i 15 e i 35 anni. Senza contare le controindicazioni possibili, come diabete, pressione alta, sfoghi cutanei e mal di testa, conseguenza dell’uso delle pillole. Inoltre, la cow pill accelera inoltre il processo di invecchiamento sulle ragazzine di 13, 14 e 15 anni, che dovrebbero aspettare i 18, come stabilisce la legge del paese, per intraprendere il lavoro.

La testimonianza di una delle prostitute anziane del Ghat Brothel:

Se anche riuscissi a fuggire dove potrei andare? I miei mi hanno sempre detestato e certo non mi rivogliono indietro. Sono la pecora nera della famiglia. Noi tutte ci dobbiamo rassegnare al fatto che siamo delle schiave e come schiave dobbiamo morire.