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di redazionedi redazione8 novembre 20186min680

Disturbi allo stomaco e all’intestino: come affrontarli | AZstarbene.it

Le sensazioni spiacevoli, a carico di stomaco e intestino, sono più comuni nelle donne. Ecco come affrontarli

Disturbi allo stomaco e all’intestino: gonfiore, dolore e tensione alla pancia, ma anche fatica a digerire, pesantezza, necessità di andare in bagno urgentemente, sono alcuni dei sintomi più comuni.  Come affrontarli al meglio? Ne ha parlato la dottoressa Beatrice Salvioli, gastroenterologa in Humanitas, ospite in studio a “La bufala in tavola” su Radio24.

Pancia vuota e pancia piena

“La sensazione di avere la pancia vuota, soprattutto al mattino, potrebbe indicare che la colazione non sia stata adeguata; si è digerito quanto mangiato e alla sola vista del cibo si ha la cosiddetta “acquolina in bocca”: questa fase è detta cefalica, è il cervello che invia segnali alla vista del cibo e nasce quel languorino che invita a mangiare qualcosa.

Se invece la pancia è piena, abbiamo una sensazione di rifiuto del cibo. Può capitare per esempio dopo un eccesso, magari la sera prima, in cui si è bevuto e mangiato molto e magari lo si è fatto anche tardi. “È bene infatti ricordare che nel corso della notte il processo di digestione non funziona come accade di giorno e se andiamo a letto dopo una cena molto abbondante, è probabile che facciamo fatica a dormire e a digerire e che al risveglio ci sentiamo appesantiti, confusi e con il mal di testa. Come dice il detto popolare, bisognerebbe mangiare da re a colazione, da principi a pranzo e da poveri la sera”, spiega la specialista.

Disturbi al femminile

Le sensazioni spiacevoli, a carico di stomaco e intestino, sono più comuni nelle donne. Questi disturbi sono prevalentemente femminili, anche per una maggiore emotività che si ripercuote spesso a livello gastro-intestinale.

“Questi disturbi possono sia essere legati a un’ipersensibilità dei visceri per cui basta un minimo sgarro dalle proprie abitudini a creare disagio, sia essere causati da un’intolleranza o da un’alimentazione scorretta, magari perché ricca di cibi che fermentano”, sottolinea la dottoressa Salvioli.

Fibre e gonfiore

Le fibre sono molto importanti nella nostra alimentazione, ci sono persone però che tendono a limitarne il consumo o addirittura a evitarle perché quando mangiano alimenti ricchi di fibre tendono ad avvertire gonfiore.

Questo accade soprattutto a chi ha un intestino irritabile e dunque più sensibile; le fibre però non vanno eliminate perché assicurano un apporto di vitamine e di antiossidanti fondamentale per la salute. È possibile però limitare il gonfiore, adottando alcuni accorgimenti:

  • Preferire estratti di frutta o di verdura o passati di verdura: in cui la buccia (che è la parte più ricca di fibre) viene eliminata o passata.
  • Non mangiare la frutta subito dopo i pasti: è più difficile da digerire; meglio negli spuntini.
  • Evitare l’insalata a foglia lunga e preferire quella a foglia corta, come il songino.
  • Evitare di consumare verdura cruda a cena, preferendo un passato di verdure.
  • Bere acqua naturale e non acqua frizzante.

Gastrite e reflusso

“Gastrite e reflusso sono due dei disturbi più comuni. Chi soffre di gastrite spesso si sente pieno pur avendo mangiato poco: questo è dovuto a un’infiammazione a livello dello stomaco, che presenta pareti più sensibili; una condizione tipica di chi ha sofferto di ulcere in passato o di chi vive situazioni di stress che chiude letteralmente lo stomaco. Può essere di aiuto bere bevande tiepide, il caldo infatti rilassa le pareti dello stomaco, ed è altresì importante mangiare con calma, sedendosi a tavola, prendendosi il giusto tempo e masticando bene.

Chi soffre di reflusso invece tende a ricorrere ai farmaci da banco, che tamponano la sensazione sgradevole di acido che sale in bocca. Bisognerebbe però limitare i danni con la dieta, bevendo meno caffè (massimo 1 o 2 a stomaco pieno), evitando vino bianco, sughi, fritti, intingoli e cibi elaborati: è bene poi mangiare presto a cena e andare a letto almeno due ore dopo aver mangiato”, ha concluso la dottoressa Salvioli.

fonte humanitas.it

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