di redazionedi redazione15 novembre 20185min2940

Déjà vu e premonizione, ecco cosa sono in realtà

Molti conoscono quella sensazione di lieve inquietudine che si accompagna all'esperienza di un déjà-vu, già visto e avvertiamo la sensazione di una scena già vissuta.

Ti trovi in una situazione nuova, ma senti in ogni cellula e in ogni millimetro della tua pelle che non lo è: stai sperimentando una condizione di déjà-vu (già visto), che per qualcuno  può essere una sensazione inquietante.

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L’HO GIÀ VISTO… MA DOVE? Il fenomeno del déjà-vu (foto pxhere)

Potrebbe anche verificarsi un tocco in più: sei convinto di sapere cosa succederà dopo. Un po’ come quando, salendo delle scale per la prima volta, tutto sembra familiare, come in un sogno, tanto da spingerci a pensare che in cima troveremo un quadro di Michelangelo. A ricostruire in modo “artificiale” queste sensazioni è stata Anne Cleary, psicologa cognitiva della Colorado State University, che ha trascorso gli ultimi anni a studiare il déjà-vu. Secondo la studiosa vite passate e reincarnazione non c’entrano nulla: si tratta in realtà di un fenomeno legato alla memoria, un trucco del cervello simile a quando una parola è sulla punta della lingua, ma non si riesce proprio a ricordare.
Basandosi su esperimenti precedenti, Cleary ha dimostrato che la sensazione di premonizione che a volte accompagna il déjà vu è proprio questo: una sensazione, ma che sembra reale a chi la sperimenta. Docente del Dipartimento di Psicologia della Csu, Cleary descrive la sua ricerca su ‘Psychological Science’ insieme ad Alexander Claxton.

L’esperimento

Il lavoro spiega la ricercatrice come il déjà vu è stato ricreato in un gruppo di soggetti umani per esaminare la sensazione di premonizione. L’esperimento è stato condotto creando una serie di scenari simili con il gioco di realtà virtuale ‘The Sims’. Secondo i risultati, i partecipanti di solito non erano inclini a pensare di poter prevedere il futuro, ma durante il déjà vu ‘innescato’ dai ricercatori con l’aiuto di uno scenario simile a un altro già visto in precedenza, si sentivano come se potessero farlo. Proprio come spesso accade nella realtà.

Cleary è uno dei pochi ricercatori ad essersi occupati di déjà vu. Un’esperienza comune ma allo stesso insolita, ammantata di elementi soprannaturali. Per alcuni si tratterebbe di un ricordo della vita passata. Una spiegazione paranormale che però non convince gli studiosi. Cleary nel corso delle sue ricerche aveva già mostrato che si tratta di un fenomeno mnemonico: si verifica quando qualcuno si imbatte in uno scenario molto simile a un ricordo reale, ma fatica a richiamare il ricordo in questione. La ricercatrice ha infatti stimolato il dejà vu proprio grazie a degli scenari simili a uno visto in precedenza, dal punto di vista della disposizione spaziale.

“Non riusciamo a ricordare a livello conscio la prima scena che abbiamo visto, ma il nostro cervello ne riconosce la similitudine”, spiega.

Le informazioni che ci arrivano dai nostri sensi, insomma, ci fanno sentire come se fossimo stati già in quello stesso luogo, anche se non ricordiamo quando o perché. Nei loro ultimi esperimenti, i ricercatori hanno potuto notare che il 50% dei volontari durante un déjà vu sentiva una forte premonizione. Ma poi, se messi alla prova, non riuscivano a prevedere la risposta corretta: insomma avevano la sensazione chiara di poter prevedere qualcosa con certezza, solo che poi non era così. In conclusione, secondo i ricercatori, purtroppo il déja vu non ci aiuta a predire il futuro. Ma può manifestarsi come un sentimento davvero forte, tanto da convincerci del contrario.

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