esame sangue
di redazionedi redazione3 giugno 20183min5810

Basta un test di sangue | Una goccia è la spia di tumore al polmone

Uno strumento che individua il tumore del polmone ad uno stadio iniziale.

Si chiama biopsia liquida, che è un semplice test del sangue. Si è dimostrato  uno strumento potenziale per individuare il tumore del polmone ad uno stadio iniziale.

Un report iniziale del grande studio in atto, CCGA (Circulating Cell Free Genome Atlas), ha infatti fornito un’evidenza scientifica preliminare del fatto che un test del sangue può essere capace di scoprire il cancro al polmone già  dalla sua insorgenza.

Si tratta di uno dei primi studi che utilizzano l’esame del Dna circolante come strumento per una diagnosi precoce del cancro. Lo studio è stato presentato oggi al congresso dell’American Society of clinical oncology (Asco).

“Siamo eccitati da questi risultati iniziali, che dimostrano che è possibile individuare questa neoplasia precocemente da campioni di sangue utilizzando il sequenziamento del genoma”, ha detto il primo autore dello studio, Geoffrey Oxnard, del Dana Farber Cancer Institute-Harvard Medical School di Boston

 

Lo studio

Il Circulating Cell-Free Genome Atlas (CCGA) è uno studio che ha arruolato finora oltre 12mila persone di cui il 70% malate di cancro, coinvolgendo 141 centri di ricerca negli Stati Uniti e in Canada. I risultati presentati ad Asco riguardano una sotto analisi che ha coinvolto 2800 partecipanti di cui 174 già diagnosticati con cancro al polmone i cui campioni di sangue sono stati analizzati con tre diverse tecniche. Ebbene i dati dimostrano che i tre metodi individuano il cancro al polmone con precisione anche nelle persone sane. In particolare il test che esclude le mutazioni che si possono trovare nei globuli bianchi – non indicative del tumore ma piuttosto dell’invecchiamento dell’organismo – hanno individuato il 41% dei tumori precoci (stadio da 1 a 3a) e l’89% di quelli in fase avanzata (stadio da 3b a 4). “Lo studio ha anche dimostrato che oltre il 54% delle mutazioni somatiche individuate nei pazienti malati derivano dai globuli bianchi e non dal tumore. Queste mutazioni sono frutto con ogni probabilità del processo di invecchiamento e sarà importante considerare questo aspetto nello sviluppo di test ematici per l’individuazione precoce del cancro”, ha sottolineato Oxnard.

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