mal dt testa - emicrania
di redazionedi redazione21 maggio 20183min6300

Approvato dalla FDA il primo farmaco che previene l’emicrania

Fa parte di una nuova classe di farmaci che agisce bloccando l'attività del peptide correlato al gene della calcitonina, una molecola coinvolta negli attacchi di emicrania.

Si chiama Aimovig,, ed è il primo farmaco in grado di prevenire gli attacchi di emicrania. Arriva dagli Usa ed è stato già approvato dalla Fda.

La Food and Drug Administration (Fda), ha dato dunque il via libera al farmaco, che è iniettabile e va somministrato una volta al mese.
Il medicinale, prodotto sviluppato da Amgen e Novartis, si basa sul principio attivo “erenumab”, un anticorpo monoclonale umano, e si somministra con autoiniezioni una volta al mese.

Riduce i giorni di mal di testa

Aimovig, come spiega un comunicato della Fda, fa parte di una nuova classe di farmaci che agisce bloccando l’attività del peptide correlato al gene della calcitonina, una molecola coinvolta negli attacchi di emicrania. “Questo prodotto fornisce ai pazienti una nuova opzione per ridurre il numero di giorni di emicrania”, ha dichiarato Eric Bastings, vice direttore della Divisione prodotti neurologici del Centro per la valutazione e la ricerca sui farmaci dell’Fda. “Abbiamo bisogno  – ha agigunto – di nuovi trattamenti per questa condizione dolorosa e spesso debilitante”.

L’efficacia

L’efficacia di Aimovig per il trattamento preventivo dell’emicrania è stata sperimentata in diversi studi clinici. Uno di questi, conosciuto come esperimento ‘Liberty‘, presentato all’American Academy of Neurology, ha mostrato benefici sul 30% dei pazienti che avevano preso ‘erenumab’. Per questi pazienti i giorni di emicrania sono diminuiti del 50%, contro il 13,7% di efficacia in chi aveva ricevuto un placebo. Da un’altra sperimentazione del farmaco, condotta su 955 volontari con una storia di emicrania episodica, è emerso che chi è stato trattato con Aimovig ha, in media, da uno a due giorni di emicrania mensile in meno rispetto a coloro che avevano ricevuto un placebo.

Nessun effetto collaterale

Negli studi clinici, le persone che hanno assunto i nuovi farmaci non hanno riportato effetti collaterali più di quelli trattati con un placebo. Gli effetti secondari a lungo termine e sui pazienti con malattie croniche sono ancora oggetto di studio. Altre tre società, come Lilly, Teva e Alder hanno sviluppato farmaci simili e sono nelle fasi finali di studio o in attesa di approvazione della FDA.

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