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di redazionedi redazione30 novembre 20185min910

Aids, lʼallarme dellʼIstituto Superiore di Sanità e dell’Unicef: progressi lenti | AZstarbene

L'AIDS continua a diffondersi anche tra i più giovani. I progressi sono lenti anche se entro 2030 nuovi contagi caleranno solo del 29%
L’AIDS continua a diffondersi, il dossier dell’Istituto superiore della Sanità rileva che i progressi sono ancora lenti: entro il 2030 i nuovi contagi caleranno solo del 29%. 

Nel 2017 in Italia sono state segnalate 3.443 nuove diagnosi di infezione da Hiv pari a 5,7 nuovi casi per 100mila residenti, un dato in linea con la media europea. Lo afferma, in vista della giornata mondiale dell’1 dicembre, un dossier redatto dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Ma ad allarmare sono i giovani dove i casi di contagio calano troppo lentamente.

Aids, le cause per l’Iss?

Secondo l’Istituto superiore della Sanità, tra le cause il mancato uso del profilattico e scarsa conoscenza del pericolo.

“L’incidenza delle nuove diagnosi di #Hiv mostra una leggera diminuzione tra il 2012 e il 2015, con un andamento pressoché stabile dopo il 2015 – si legge nel rapporto -. Nel 2017 l’incidenza maggiore di infezione da Hiv è nella fascia di età 25-29 anni. La modalità di trasmissione principale tra le nuove diagnosi è con i rapporti eterosessuali”.

Nel 2017, tra le regioni con un numero superiore a un milione e mezzo di abitanti, le incidenze più alte sono state registrate in Lazio, Liguria e Toscana. Circa i casi di Aids, l’osservatorio ne ha censiti 690, pari a 1,1 nuovi casi per 100mila residenti, in lieve diminuzione negli ultimi anni.

Giovani a rischio – Ma a preoccupare, come si diceva, sono i giovani.Da qui al 2030, secondo le sue stime, circa 360.000 adolescenti moriranno per malattie collegate all’Aids, cioè 76 ogni giorno, senza ulteriori investimenti nei programmi di prevenzione, diagnosi e cura dell’Hiv. Sulla base di previsioni sulla popolazione e secondo i trend attuali, il numero di nuove contagi da Hiv tra bambini e giovani tra 0 e i 19 anni nel 2030 raggiungerà quota 270.000 circa, con un calo di un terzo rispetto alle stime attuali, mentre il numero di bambini e adolescenti che muoiono per cause collegate all’Aids scenderà dai 119.000 attuali a 56.000 nel 2030.

 

L’allarme lanciato dall’Unicef 

Ogni 2 minuti un adolescente è contagiato da Hiv

Aids e Hiv, allarme Iss e Unicef (Foto Ansa)
Aids e Hiv, allarme Iss e Unicef (Foto Ansa)

L’AIDS continua a diffondersi anche tra i più giovani. Attualmente 3 milioni di bambini e adolescenti sono sieropositivi, e ogni giorno quasi 700 adolescenti tra i 10 e 19 anni diventano sieropositivi, cioè uno ogni due minuti. Anche se entro il 2030 il numero di nuovi contagi da Hiv tra i bambini sotto i dieci anni sarà dimezzato, quello tra gli adolescenti calerà solo del 29%. Progressi che avanzano troppo lentamente, denuncia l’Unicef nel rapporto Bambini, Hiv e Aids: il mondo nel 2030, lanciato in vista della Giornata mondiale dell’Aids.

“I programmi per prevenire la trasmissione dell’Hiv materno-infantile stanno dando i loro frutti, ma non è ancora abbastanza, mentre i programmi per curare il virus e prevenirne la diffusione tra i ragazzi più grandi non si sono avvicinati al punto in cui si dovrebbero trovare”, ha commentato Henrietta Fore, direttore generale Unicef.

 


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