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di redazionedi redazione17 aprile 20184min6570

INTEGRATORI | tra presunzione e realtà | Un business da 3 mld

La maggior parte dei trial randomizzati su integratori di vitamine e minerali non hanno dimostrato infatti chiari benefici per la prevenzione di patologie croniche. Sintetizzando, negli adulti in salute l'assunzione di multivitaminici e multimineralici non è raccomandata. La stessa cosa vale per integratori a base di betacarotene, vitamina E, vitamina A, che sono generalmente controindicati e dannosi alla salute, soprattutto quando superano  il fabbisogno giornaliero raccomandato.

Quello degli integratori alimentari è un giro d’affari che gode ottima salute: vale quasi tre miliardi di euro e cresce del 6 per cento ogni anno. Peccato però che non è per niente utile a migliorare la salute. Tutt’altro. Basta leggere il dossier pubblicato dalla Fondazione Gimbe. 

L’associazione bolognese Gimbe titola il suo lavoro certosino «Alimenti, diete e integratori: la scienza della nutrizione tra miti, presunzioni ed evidenze». Obiettivo? Mettere in guardia gli italiani dalle false credenze su diete miracolose e fake news alimentari, facendo luce anche sul grande equivoco degli integratori alimentari – vitamine e minerali, amminoacidi, acidi grassi, fibre ed estratti di origine vegetale – che per lo più sono un grande spreco di soldi.

Un mercato in continua crescita senza evidenze scientifiche.
( foto web)

La maggior parte dei trial randomizzati su integratori di vitamine e minerali non hanno dimostrato infatti chiari benefici per la prevenzione di patologie croniche. Sintetizzando, negli adulti in salute l’assunzione di multivitaminici e multimineralici non è raccomandata. La stessa cosa vale per integratori a base di betacarotene, vitamina E, vitamina A, che sono generalmente controindicati e dannosi alla salute, soprattutto quando superano  il fabbisogno giornaliero raccomandato.

Cosa dice la FederSalus

Nel Paese, spiega la ricerca di FederSalus, l’associazione nazionale produttori e distributori di prodotti salutistici, ci sono in commercio 72.540 diversi integratori e nel 2017 il 65 per cento della popolazione adulta ha utilizzato almeno un integratore. Mediamente, nel 2017 ogni persona ha usato 2,5 topologie di integratori per avere più energia (35 per cento), per gestire situazioni specifiche (28 per cento), per prevenire malattie cardiovascolari e osteoarticolari (22 per cento) e per il benessere in generale (15 per cento). L’Italia è in pole position in Europa per il consumo di integratori con il 20 per cento di circa 12 miliardi di consumi complessivi. Seguono Germania al 13,2 per cento, Russia, Regno Unito e Francia (8,9 per cento). Ma i veri amanti degli integratori sono gli americani, con 90 mila prodotti sul mercato e un business da 30 miliardi.

Cosa dice la Federazione Italiana Scienze della Vita

La Federazione Italiana Scienze della Vita (Fisv), di recente ha pubblicato uno studio da cui emerge che «le evidenze scientifiche sull’uso degli integratori alimentari mostrano che nella stragrande maggioranza dei casi il loro uso non solo è improprio ─ in quanto una dieta bilanciata sarebbe molto più efficace per sanare eventuali carenze di oligoelementi o vitamine ─ ma che spesso questi prodotti si associano ad effetti indesiderati, sia per la concomitanza di patologie o di trattamenti farmacologici con cui possono interferire, sia per i potenziali effetti avversi quando oligoelementi e vitamine vengono assunti in dosi superiori rispetto ai reali bisogni», spiega Nino Cartabellotta, presidente di Gimbe, che prosegue dicendo come la stessa associazione FederSalus abbia recentemente pubblicato linee guida in materia di regolamentazione della comunicazione commerciale per orientare le aziende verso una corretta comunicazione agli operatori sanitari e al consumatore, invitando a diffidare di promesse miracolose e false speranze sui prodotti e smentendo definitivamente che gli integratori prevengono malattie anche molto gravi, fanno dimagrire, sostituiscono i farmaci e i pasti.

 

fonte repubblica.it

 

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